C’è un’urgenza particolare che muove la musica indipendente quando nasce lontano dai riflettori delle grandi metropoli, un’urgenza fatta di sale prove umide, concerti dell’ultimo minuto e canzoni che nascono per dare una direzione alle estati troppo calde, ed è esattamente in questo perimetro che si muove Parcosanmarco, band nata a Latina nel 2023 che ha da poco debuttato con “BREVE”, un EP d’esordio di 5 tracce che in soli 13 minuti condensa un immaginario alt-rock e italo-britannico da scoprire.
Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Andrea, penna e anima del progetto, per farci raccontare cosa si nasconde dietro le canzoni, scoprendo una storia di incroci nati nel tempo e fondata sulla pura amicizia, dato che, come racconta lui stesso:
«ci siamo conosciuti tutti nel corso degli anni, con Andrea il bassista ci suonavo insieme alle superiori, con filippo il batterista ci siamo incontrati una volta per suonare e poi c’è Alessio la new entry che ci ha fatto da fonico ad una serata e stasera faremo il primo concerto con lui alla chitarra».
Il progetto affonda le radici a Latina, una realtà che si dimostra viva e pulsante dove «la scena emergente in realtà c’è, qui a Latina si suona spesso, principalmente al sottoscala9 che per fortuna esiste, ci sono molti artisti, anche molti amici con i quali è sempre molto bello confrontarsi, anche se sarebbe bello fare di più», mentre il nome è nato quasi per caso visto che «in realtà è stato scelto in un momento un po’ frettoloso, avevamo il primo concerto e non avevamo ancora deciso il nome, poi ci siamo affezionati».
Questa genuinità si riflette anche nella loro quotidianità fuori dalla sala prove, dove Andrea racconta che:
«nella vita di tutti i giorni siamo persone, nel senso che facciamo quello che fanno tutti, chi lavora, chi studia […] Credo che per tutti noi sia sempre un piacere suonare quindi no non lo definirei un “secondo lavoro” ma sicuramente richiede un certo tipo di impegno».
Impegno che si traduce in canzoni che partono dalle sue strutture per poi essere modellate dall’energia di tutta la band. Questo mosaico sonoro prende forma sin dall’apertura del disco con “Moda”, un brano che introduce l’identità della band muovendosi tra sarcasmo e alienazione, quasi a voler dichiarare l’intento di posizionarsi fuori dal coro e dalle tendenze del momento. All’interno dell’EP spiccano in particolare due tracce dai titoli molto precisi e legati a storie personali, a partire da Giammarco, il brano più lungo e denso del lotto, riguardo al quale Andrea ci rivela che:
«Giammarco è un amico, un musicista e un autore che stimo. Credo che quando scrissi Giammarco(la canzone), la scrissi per cercare una boccata di aria fresca in un’estate calda e un po’ triste».
Subito dopo la tracklist si comprime drasticamente con “Sottomarino”, una vera e propria scheggia lo-fi mista a jazz di un minuto e mezzo che evoca una sensazione claustrofobica di isolamento, un momento di transizione in cui l’urgenza punk spinge per andare sotto la superficie, prima di riemergere nella successiva “Io così”, una confessione terapeutica che suona come una resa vulnerabile e un’accettazione dei propri difetti, per poi passare alla traccia di chiusura, Pordenone, un titolo geograficamente lontano dalle loro origini ma centrale nel loro percorso poiché «è semplicemente la mia narrazione di un evento tragicomico successo qualche anno fa, ho voluto tenerla nell’EP perché ci sono affezionato, è stata la prima canzone scritta di questo progetto».
Questo esordio fulmineo mostra la sincera vulnerabilità della band ma non svela ancora tutte le sue carte emotive, lasciando un bellissimo punto di domanda sul loro futuro ravvicinato e sul primo vero album, dato che alla domanda se ci fosse una traccia rimasta fuori per la troppa vulnerabilità, la risposta di Andrea lascia le porte aperte a ciò che verrà:
«la canzone emotivamente più difficile che ho scritto ancora non l’ho tirata fuori, me la tengo per il disco».
Se 13 minuti sono bastati per accendere i riflettori su di loro, l’attesa per il primo full-length dei Parcosanmarco è ufficialmente iniziata. Nel frattempo, non vi resta che premere play su BREVE e scoprire la loro storia che affonda le radici fuori dalla provincia.





