Ci hanno insegnato che la paura è una cosa da superare.
Che prima o poi passa.
Che arriva il momento in cui ti senti pronto.

Albe.x e Dheo in “Come chi non ha paura” sembrano dire un’altra cosa: magari non passa niente.
Magari impari solo a camminarci accanto.

In quel tratto poco cinematografico dove continui a provarci anche se nessuno ti sta guardando.
Un EP che non prova a fare il manifesto di una generazione e semplicemente la fotografa mentre è seduta sul letto a chiedersi se ha fatto bene a partire.

Quattro tracce che sembrano capitoli. In ognuna c’è lo stesso gruppo di ragazzi, solo qualche anno dopo. Cambiano i vestiti, cambia il tono della voce, cambia il modo in cui tengono le spalle.
Non suona come una dichiarazione generazionale gridata, somiglia di più a una conversazione a fine serata, quando le battute si abbassano e qualcuno ammette che non sa se sta andando nella direzione giusta.

C’è dentro la fame dei primi tentativi.
C’è anche la stanchezza di quando ti accorgi quanto sia difficile restare morbidi in un mondo che ti vuole spigoloso.

Amici che prendono traiettorie diverse, lavori che non erano nel piano iniziale, sogni che non spariscono ma cambiano dimensione. Non più giganteschi, forse.
Più praticabili. O più ostinati.

Il corto che accompagna il progetto fa una cosa interessante: non mostra il successo, mostra il tempo. Lo fa passare sui volti, sulle giacche, sugli sguardi. Ti ricorda che non si resta uguali nemmeno quando si prova a farlo.

“Come chi non ha paura” non se ne sta immobile.
È una scelta minuscola e quotidiana.
È quando resti, anche se sarebbe più facile mollare.
È quando accetti che non ti sentirai mai del tutto pronto.

Questo progetto non parla di successo. Parla di tempo.
Di quello che succede quando la paura c’è,
ma smetti di farle scegliere per te.